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Le proiezioni dell’UNEP sul riscaldamento globale massimo nel corso del XXI secolo

Redazione

L’infografica mostra le proiezioni dell’UNEP sul riscaldamento globale massimo nel corso del XXI secolo, rispetto ai livelli preindustriali, in base a diversi scenari di impegni climatici. Il messaggio è netto: anche considerando gli impegni oggi dichiarati dai governi, il mondo resta lontano da una traiettoria compatibile con l’obiettivo più ambizioso dell’Accordo di Parigi, cioè limitare il riscaldamento a 1,5°C.

Con il proseguimento delle politiche attuali, il riscaldamento raggiungerebbe circa 2,8°C con una probabilità del 66%, con un intervallo possibile tra 2,1°C e 3,9°C. Ciò significa che le politiche oggi effettivamente in vigore non sono sufficienti a stabilizzare il clima entro soglie considerate relativamente sicure.

Se venissero pienamente attuati gli NDC incondizionati (cioè i Contributi determinati a livello nazionale: gli impegni climatici presentati dai paesi nell’ambito dell’Accordo di Parigi e che indicano obiettivi e misure per ridurre le emissioni di gas serra e, in molti casi, anche azioni di adattamento ai cambiamenti climatici), cioè gli impegni nazionali già assunti senza dipendere da sostegno finanziario o tecnico esterno, il riscaldamento scenderebbe a circa 2,5°C con una probabilità del 66%. Con la piena attuazione anche degli NDC condizionati, che dipendono da cooperazione internazionale, finanziamenti o trasferimenti tecnologici, il valore si ridurrebbe ulteriormente a circa 2,3°C. Il miglioramento è reale, ma insufficiente: anche in questo scenario il mondo supererebbe ampiamente la soglia di 1,5°C.

Lo scenario più favorevole combina la piena attuazione degli NDC condizionati con tutti gli impegni di azzeramento delle emissioni nette. In questo caso il riscaldamento massimo si collocherebbe intorno a 1,9°C con una probabilità del 66%, con un intervallo tra 1,8°C e 2,3°C. È l’unico scenario in cui, secondo l’UNEP, il riscaldamento globale si arresterebbe nel corso del secolo; negli altri casi, la temperatura continuerebbe ad aumentare anche oltre il 2100.

La lettura delle probabilità è importante. I valori indicati per il 50%, 66% e 90% non rappresentano scenari diversi, ma diversi livelli di confidenza statistica. Il valore al 50% rappresenta la stima centrale (cioè lo scenario “più probabile”); quello al 66% indica una soglia più prudente; quello al 90% include anche una parte più ampia degli esiti possibili. Per questo, maggiore è la probabilità considerata, più alta è la temperatura indicata nel grafico: se si vuole essere più sicuri (per esempio al 90%) bisogna tenere conto di un margine più ampio di incertezza, includendo anche risultati peggiori. Per esempio, nello scenario delle politiche attuali, il valore centrale è intorno a 2,6°C con probabilità del 50%, ma sale a 2,8°C con probabilità del 66% e a 3,3°C con probabilità del 90%.

Il rapporto UNEP sottolinea che le nuove proiezioni risultano circa 0,3°C più basse rispetto alla valutazione precedente, grazie in parte all’aggiornamento delle politiche e dei nuovi NDC e in parte a revisioni metodologiche. Tuttavia, questo progresso resta limitato e sarebbe parzialmente ridotto dall’uscita ufficiale degli Stati Uniti dal proprio NDC. Inoltre, la probabilità di contenere il riscaldamento entro 1,5°C rimane molto bassa: nello scenario più ottimistico è stimata intorno al 21%, mentre negli scenari privi di effettiva realizzazione degli obiettivi net-zero è prossima allo zero.

Il dato politico centrale è che gli impegni attuali possono ridurre il riscaldamento previsto, ma non abbastanza. L’UNEP stima che l’attuazione immediata e piena degli NDC già presentati potrebbe abbassare le proiezioni fino a circa 0,5°C, ma il mondo resterebbe comunque fuori traiettoria rispetto agli obiettivi dell’Accordo di Parigi. La soglia di 1,5°C è sempre più vicina al superamento e il rischio di livelli di riscaldamento più elevati cresce rapidamente, soprattutto perché le emissioni globali hanno continuato ad aumentare negli anni in cui avrebbero dovuto iniziare a diminuire in modo netto.

Nota metodologica

Le proiezioni sono tratte dall’Emissions Gap Report 2025 dell’UNEP. Le implicazioni in termini di temperatura sono stimate proiettando le emissioni lungo il XXI secolo e utilizzando il modello climatico a complessità ridotta FaIR, calibrato sui risultati dell’IPCC AR6.

Gli scenari considerati sono: prosecuzione delle politiche attuali; piena attuazione degli NDC incondizionati; piena attuazione degli NDC condizionati; piena attuazione degli NDC condizionati insieme agli impegni net-zero. Gli intervalli riportati riflettono incertezze legate alle traiettorie future delle politiche climatiche, allo sviluppo tecnologico, ai costi delle tecnologie e alla risposta del sistema climatico.