Accesso all’elettricità, ultimi 20 Paesi 2000-2024
Che cosa ci dice questo grafico? Il deficit si è radicato laddove le crisi umane e istituzionali bloccano lo sviluppo. Paesi chiave come la Repubblica Democratica del Congo, l’Etiopia e la Nigeria affrontano ostacoli strutturali precisi che frenano l’espansione dei servizi energetici:
- Conflitti e instabilità: Le guerre civili e la fragilità delle istituzioni impediscono di pianificare, estendere e proteggere le reti elettriche sul territorio.
- Pressione demografica: La crescita della popolazione viaggia a una velocità superiore rispetto al ritmo dei nuovi allacciamenti infrastrutturali.
- Crisi degli sfollati: L’alto numero di rifugiati e sfollati interni genera continue emergenze umanitarie, sottraendo risorse agli investimenti a lungo termine.
Nel 2024, i 20 Paesi con il maggiore deficit di accesso rappresentavano il 78% della popolazione mondiale priva di elettricità, rispetto al 75% nel 2022. Diciotto si trovano nell’Africa subsahariana, 17 sono Paesi meno sviluppati e 12 sono interessati da conflitti o situazioni di fragilità. Quindici ospitano un numero elevato di rifugiati o sfollati interni.
Tre Paesi concentrano da soli quasi un terzo della popolazione mondiale priva di accesso: Repubblica Democratica del Congo, 85 milioni; Etiopia, 57 milioni; Nigeria, 87 milioni. Ciad (13%), Malawi (16%) e Sud Sudan (5%) hanno i tassi nazionali di elettrificazione più bassi e hanno registrato solo progressi limitati dal 2010.
Al di fuori dell’Africa subsahariana, Pakistan e Myanmar contano ciascuno 11 milioni di persone prive di accesso all’elettricità.