Mondo Infografiche Mondo in cifre

Indici sull’instabile globale 2026

Redazione

L’infografica mette in relazione tre indicatori che aiutano a leggere il clima di instabilità globale tra il 2016 e marzo 2026: l’indice di rischio geopolitico globale, il VIX (cioè l’indice della volatilità attesa sui mercati azionari statunitensi) e il prezzo spot dell’oro, espresso in dollari per oncia.

Il grafico mostra che il rischio geopolitico ha conosciuto diversi picchi nell’ultimo decennio, ma con un’intensità particolarmente marcata negli anni più recenti. Dopo le oscillazioni del periodo 2016-2019, nel 2020 il VIX registra un brusco aumento, legato allo shock finanziario della pandemia da COVID-19. Nel 2022 è invece l’indice di rischio geopolitico a raggiungere uno dei suoi massimi, riflettendo l’impatto delle tensioni internazionali e dei conflitti sul clima globale di sicurezza. Tra il 2024 e il 2026, l’indice resta elevato e torna a crescere bruscamente in corrispondenza del nuovo conflitto in Medio Oriente.

Un elemento importante è il comportamento differenziato dei tre indicatori. Il rischio geopolitico aumenta in modo evidente nelle fasi di crisi internazionale, mentre il VIX non sempre reagisce con la stessa intensità. Secondo il Fondo monetario internazionale, dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente si è osservato un atteggiamento più prudente sui mercati finanziari, con un moderato irrigidimento delle condizioni finanziarie globali; tuttavia, la volatilità di mercato è rimasta relativamente contenuta rispetto ad altri episodi di stress.

Il prezzo dell’oro, al contrario, mostra una forte crescita nel periodo più recente, superando i livelli osservati negli anni precedenti. Questo andamento riflette il ruolo dell’oro come bene rifugio nei momenti di incertezza, ma anche l’effetto combinato di altri fattori finanziari e macroeconomici. Le tensioni geopolitiche, i timori di inflazione, le aspettative sui tassi d’interesse e la ricerca di protezione da parte degli investitori contribuiscono infatti a determinare movimenti anche molto rapidi del prezzo dell’oro.

Il messaggio centrale dell’infografica è che l’economia mondiale opera in un contesto in cui la geopolitica incide direttamente sulle variabili economiche e finanziarie. Il conflitto in Medio Oriente, iniziato alla fine di febbraio 2026, ha già prodotto gravi costi umanitari, danni alle infrastrutture critiche e interruzioni nei traffici marittimi e aerei dell’area interessata. Le ricadute economiche possono trasmettersi al resto del mondo attraverso l’aumento dei prezzi delle materie prime, in particolare energia e prodotti alimentari, il peggioramento delle aspettative di inflazione e una maggiore avversione al rischio sui mercati.

Particolarmente vulnerabili risultano le economie emergenti e in via di sviluppo importatrici di materie prime. In questi paesi, l’aumento dei prezzi energetici e alimentari può essere amplificato dal deprezzamento delle valute nazionali, aggravando inflazione, costi di importazione e pressioni sociali. L’impatto globale del conflitto dipenderà quindi dalla sua durata, intensità ed estensione geografica: tre elementi che, per loro natura, restano altamente incerti.

Nota metodologica

L’indice globale di rischio geopolitico è elaborato da Caldara e Iacoviello ed è una misura basata sull’analisi delle notizie relative a eventi geopolitici avversi pubblicate da 10 importanti quotidiani in Canada, Regno Unito e Stati Uniti. I dati utilizzati dal Fondo monetario internazionale sono stati scaricati il 2 aprile 2026.

Il VIX è il CBOE Volatility Index ed è riportato ponendo gennaio 2016 = 100. Il prezzo spot dell’oro è rappresentato sulla scala di destra ed è espresso in dollari statunitensi per oncia. L’infografica non va letta come una relazione causale meccanica tra geopolitica, volatilità finanziaria e prezzo dell’oro, ma come una rappresentazione sintetica di tre dimensioni tra loro connesse dell’incertezza globale.