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L’evoluzione delle persone sotto protezione o attenzione dell’UNHCR tra il 2017 e il 2026

Redazioni

L’infografica mostra l’evoluzione delle persone sotto protezione o attenzione dell’UNHCR tra il 2017 e il 2026: rifugiati, richiedenti asilo, sfollati interni di competenza dell’UNHCR, apolidi, rimpatriati e altre persone bisognose di protezione internazionale.

Il dato principale è la crescita molto rapida della popolazione coinvolta: da 68,4 milioni di persone nel 2017 a 136,0 milioni nel 2026. Si tratta di un aumento di circa il 99% in meno di un decennio. La progressione è quasi continua: 71,9 milioni nel 2018, 84,2 milioni nel 2019, 87,6 milioni nel 2020, 94,7 milioni nel 2021, fino al forte salto del 2022, quando il totale raggiunge 116,2 milioni. La crescita prosegue poi a 122,6 milioni nel 2023, 129,9 milioni nel 2024, 134,9 milioni nel 2025 e 136,0 milioni nel 2026.

La componente più ampia è rappresentata dagli sfollati interni, cioè persone costrette a lasciare la propria casa ma rimaste all’interno dei confini del proprio paese. Questo elemento è cruciale per interpretare il grafico: la migrazione forzata contemporanea non coincide soprattutto con l’attraversamento di frontiere internazionali, ma riguarda in larga misura crisi interne, conflitti protratti, violenza generalizzata, persecuzioni, instabilità politica e fragilità istituzionali.

L’aumento dei rifugiati e dei richiedenti asilo segnala, inoltre, la pressione crescente sui sistemi nazionali e internazionali di protezione. La dinamica complessiva mostra che le soluzioni durevoli (ritorno volontario in condizioni di sicurezza, integrazione locale o reinsediamento) non procedono con la stessa velocità con cui si generano nuovi bisogni di protezione.

La sfida attuale delle migrazioni forzate è quindi duplice. Da un lato, occorre rispondere a un’emergenza umanitaria di dimensioni storiche, garantendo protezione, assistenza e diritti fondamentali. Dall’altro, è necessario affrontare le cause strutturali dello sfollamento: guerre, persecuzioni, collasso dei mezzi di sussistenza, crisi regionali e incapacità degli Stati di assicurare sicurezza alla popolazione civile. Il dato del 2026, pari a 136 milioni di persone, indica che la mobilità forzata non è un fenomeno episodico, temporaneo o marginale, ma una componente stabile e crescente dell’ordine internazionale contemporaneo.

Nota metodologica

I dati sono forniti dall’UNHCR e le categorie di popolazione seguono le definizioni utilizzate nel Refugee Data Finder. Le definizioni includono, tra le altre, rifugiati sotto mandato UNHCR, richiedenti asilo, sfollati interni di competenza dell’UNHCR, apolidi, rimpatriati e altre persone bisognose di protezione internazionale. (UNHCR)

I dati relativi agli apolidi non includono le persone apolidi che sono anche sfollate, per evitare doppi conteggi. In generale, la metodologia statistica dell’UNHCR tende ad attribuire a ciascuna persona un solo status giuridico o statistico principale. (UNHCR)

I valori per il periodo 2017-2024 sono dati effettivi; quelli per 2025 e 2026, indicati con asterisco nell’infografica, sono dati previsionali.