Il dettaglio delle persone sotto protezione o attenzione dell’UNHCR nel 2026
L’infografica presenta il dettaglio delle 136.037.454 persone che, secondo le stime UNHCR per il 2026, rientrano tra le persone forzatamente sfollate, apolidi o comunque oggetto di protezione e assistenza da parte dell’Alto Commissariato.
La categoria numericamente più rilevante è quella degli sfollati interni, pari a 66.902.117 persone, quasi la metà del totale. Si tratta di persone costrette ad abbandonare la propria casa a causa di conflitti, violenza generalizzata, violazioni dei diritti umani o disastri, ma che non hanno attraversato un confine internazionale. Questo dato evidenzia un punto centrale della crisi contemporanea: la mobilità forzata non riguarda soltanto i rifugiati che raggiungono altri paesi, ma soprattutto popolazioni intrappolate entro i confini nazionali, spesso in contesti di guerra, instabilità politica e fragilità istituzionale.
I rifugiati sono 31.837.075, pari a circa un quarto del totale. A questi si aggiungono 8.854.712 richiedenti asilo, cioè persone che hanno presentato domanda di protezione internazionale e sono in attesa di una decisione. L’UNHCR include tra i rifugiati le persone riconosciute in base alla Convenzione del 1951, al Protocollo del 1967, ad altri strumenti regionali o nazionali, nonché persone in situazioni assimilabili a quella dei rifugiati; i richiedenti asilo sono invece coloro la cui domanda non è stata ancora definita. (UNHCR)
Il quadro comprende anche 3.427.666 apolidi di competenza dell’UNHCR, persone che non sono considerate cittadine da alcuno Stato secondo la propria legislazione. Il dato sugli apolidi non include gli apolidi che risultano già conteggiati tra le persone sfollate, per evitare duplicazioni statistiche.
Un’altra componente significativa è costituita dai rimpatriati, pari a 13.716.545 persone tra rifugiati e sfollati interni rientrati. Questo numero segnala che esistono processi di ritorno, ma non implica automaticamente una soluzione pienamente consolidata: il ritorno è sostenibile solo quando avviene in condizioni di sicurezza, dignità e reintegrazione effettiva. L’UNHCR distingue infatti tra rifugiati rientrati nel paese d’origine e sfollati interni rientrati nelle aree di origine o di residenza abituale. (UNHCR)
Completano il totale 6.559.928 altre persone bisognose di protezione internazionale e 4.739.411 altre persone di competenza dell’UNHCR. La prima categoria comprende persone fuori dal proprio paese o territorio d’origine che non sono registrate come rifugiati o richiedenti asilo, ma che hanno verosimilmente bisogno di protezione contro il ritorno forzato e di accesso ai servizi essenziali. La seconda categoria riguarda persone o gruppi che non rientrano direttamente nelle categorie principali, ma verso cui l’UNHCR estende protezione o assistenza per ragioni umanitarie o specifiche. (UNHCR)
Nel complesso, il dettaglio del 2026 mostra una crisi della protezione internazionale articolata e multidimensionale. La maggioranza delle persone coinvolte non si trova in una traiettoria migratoria volontaria, ma in una condizione di costrizione, perdita di sicurezza e vulnerabilità giuridica o materiale. La sfida per la comunità internazionale non è quindi solo gestire i movimenti transfrontalieri, ma rafforzare protezione, assistenza, prevenzione dei conflitti, soluzioni durevoli e capacità degli Stati di garantire diritti fondamentali alle popolazioni colpite.
Nota metodologica
I dati sono forniti dall’UNHCR. Le categorie statistiche seguono le definizioni del Refugee Data Finder. Il valore complessivo per il 2026 è previsionale. I dati sugli apolidi escludono gli apolidi già conteggiati tra le persone sfollate, al fine di evitare il doppio conteggio.
