Mondo Mondo in cifre

Donne in parlamento nel mondo: un percorso in infografiche sulla rappresentanza politica femminile

Redazione

La sezione “Mondo in cifre” di Mondòpoli dal 20 novembre al 6 dicembre 2025 abbiamo pubblicato una serie di infografiche dedicate all’evoluzione della presenza femminile nei parlamenti nazionali tra il 2021 e il 2025, sulla base dei dati raccolti dalla Banca Mondiale e dall’Inter-Parliamentary Union.

Le infografiche propongono una graduatoria globale dei paesi, suddivisa progressivamente per fasce di posizione, mostrando la quota di seggi occupati da donne nei parlamenti nazionali. L’indicatore considera la camera unica nei sistemi unicamerali o la camera bassa nei sistemi bicamerali e misura la percentuale di donne presenti nelle assemblee legislative nazionali.

Un valore pari al 50% indica una rappresentanza numericamente paritaria tra donne e uomini; valori inferiori segnalano una sottorappresentazione femminile; valori superiori al 50% indicano invece una presenza femminile maggiore di quella maschile.

Nel 2025 soltanto cinque paesi registrano una quota di donne parlamentari superiore a quella degli uomini: Ruanda, Cuba, Nicaragua, Bolivia e Messico. Nessuno di questi appartiene all’Europa o al Nord America. Si tratta di un dato significativo, perché mostra come la rappresentanza politica femminile non segua una semplice gerarchia tra cosiddetto “Nord” e “Sud” del mondo. Alcuni paesi dell’America Latina e dell’Africa subsahariana presentano infatti livelli di rappresentanza femminile superiori a quelli di molte democrazie europee e nordamericane.

Le infografiche evidenziano inoltre una forte eterogeneità interna alle diverse aree regionali. In America Latina convivono paesi con livelli molto elevati di presenza femminile in parlamento e altri con quote decisamente più basse. Lo stesso avviene nell’Africa subsahariana, dove il Ruanda occupa stabilmente le prime posizioni mondiali mentre altri paesi restano molto lontani dalla parità. Anche in Europa persistono differenze marcate: alcuni paesi si avvicinano all’equilibrio di genere, mentre molti altri mantengono una presenza femminile ancora limitata.

Nel complesso, la serie mostra che la parità di genere nella rappresentanza parlamentare resta un obiettivo incompiuto. I progressi registrati negli ultimi due decenni sono rilevanti, ma non sufficienti a indicare un riconoscimento pieno e generalizzato dell’uguaglianza politica tra donne e uomini. In numerosi paesi la presenza femminile continua a essere minoritaria e, in alcuni casi, estremamente ridotta.

L’indicatore va inoltre interpretato con cautela. Una quota elevata di donne in parlamento segnala una maggiore apertura della rappresentanza politica, ma non misura automaticamente il potere effettivamente esercitato dalle parlamentari, la loro presenza nei governi, nelle commissioni strategiche, nella leadership dei partiti o nei processi decisionali informali.

Allo stesso modo, i dati non spiegano da soli le ragioni dei progressi registrati. Sistemi elettorali proporzionali, quote di genere, liste paritarie, mobilitazioni sociali, riforme istituzionali e cultura politica possono incidere in modi molto diversi sulla presenza delle donne nelle assemblee legislative.

Nel loro insieme, le infografiche restituiscono quindi una fotografia globale delle trasformazioni — ma anche dei limiti persistenti — della rappresentanza politica femminile nel mondo contemporaneo.

Nota metodologica
L’indicatore utilizzato è Proportion of seats held by women in national parliaments (%). È calcolato dividendo il numero di seggi occupati da donne nella camera unica o nella camera bassa del parlamento nazionale per il totale dei seggi occupati e moltiplicando il risultato per 100.

La fonte originaria è la classifica mensile dell’Inter-Parliamentary Union sulle donne nei parlamenti nazionali, ripresa nelle Gender Statistics della Banca Mondiale. I dati si riferiscono ai seggi parlamentari occupati, indipendentemente dalla modalità di selezione prevista nei diversi sistemi istituzionali nazionali.

L’indicatore misura esclusivamente la rappresentanza numerica nelle assemblee parlamentari nazionali e non la qualità della partecipazione politica, il potere effettivo nei processi decisionali o la presenza femminile in altri livelli istituzionali, come governi, amministrazioni locali o camere alte nei sistemi bicamerali.

Foto credits:

Parlamento cubano | Parlamento cubano. Foto: Irene Pérez/ Cu… | Cubadebate | Flickr