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Rifugiati e sfollati interni nel mondo

Leani Dario - Redazione

Un rifugiato è una persona che ha attraversato almeno un confine nazionale per sfuggire a guerre, conflitti, violenze o persecuzioni nel proprio Paese di origine e mettersi in salvo altrove. La Convenzione sullo status dei rifugiati del 1951 è il documento fondamentale per la protezione dei rifugiati nel mondo: definisce il termine rifugiato e specifica sia i diritti dei migranti forzati che gli obblighi degli Stati di proteggerli. Chiunque sia in fuga da conflitti e violazioni dei diritti umani ha il diritto di cercare protezione in un altro Paese. I rifugiati non dovrebbero essere respinti ai confini nazionali, né tantomeno forzati a fare ritorno in un Paese dove non sono al sicuro o rischiano di essere perseguitati.

Quanti sono i migranti forzati nel mondo?

In linea con la preoccupante tendenza all’aumento dell’ultimo decennio, il numero di persone costrette a fuggire da persecuzioni, conflitti, violenze e violazioni dei diritti umani è salito a 89,3 milioni entro la fine del 2021. Il numero rappresenta più del doppio di quello registrato alla fine del 2012 e ha subito un aumento dell’8% in soli 12 mesi.

Solo nel 2021, le persone che hanno varcato confini nazionali in cerca di protezione sono circa 1,7 milioni, numero presumibilmente attenuato dalla prolungata chiusura di molte frontiere per la pandemia da Covid-19, mentre si sono contati 14,4 milioni di nuovi sfollati che sono rimasti all’interno dei confini del proprio Paese di origine. Le persone sfollate all’interno del proprio Paese a causa di conflitti armati, violenze generalizzate o violazioni dei diritti umani, noti come sfollati interni, continuano a costituire la maggioranza dei migranti forzati a livello globale, circa il 60%.

In tutto il mondo, la popolazione degli sfollati interni è aumentata in nove degli ultimi dieci anni, quasi triplicandosi dai 17,7 milioni del 2012. Oltre ai casi di migrazione causata da violenze e conflitti, durante il 2021 si sono registrati circa 23,7 milioni di sfollati interni a causa di disastri ambientali o impatti dei cambiamenti climatici, con 5,9 milioni di questi rimasti sfollati alla fine dell’anno (IDMC).

Da quali Paesi vengono i rifugiati e dove sono ospitati?

Alla fine del 2021, una quota sproporzionata dei rifugiati sotto mandato dell’UNHCR, circa il 69%, proviene da soli 5 Paesi, mentre si arriva ad una quota dell’89% dei rifugiati considerando i primi 10 Paesi di provenienza (sono qui esclusi i quasi 6 milioni di rifugiati palestinesi sotto la protezione dell’UNRWA e il numero relativo al Venezuela comprende i venezuelani rifugiati e sfollati all’estero).

Per quanto riguarda i Paesi di asilo, è interessante notare come il 72% dei rifugiati (e venezuelani sfollati all’estero) si trovino in Paesi confinanti al proprio di origine. Inoltre, i rifugiati si trovano per l’83% in Paesi a reddito basso e medio, e sono ospitati per il 27% in Paesi considerati ‘a più basso tasso di sviluppo’ (Least developed countries, Ldcs).

La crisi ucraina

La situazione dei rifugiati e sfollati interni nel mondo, già preoccupante alla fine del 2021, è ulteriormente aggravata dalla più recente guerra in Ucraina che, scoppiata a febbraio 2022, ha portato milioni di persone a fuggire dalle proprie case e dal proprio Paese. Purtroppo, la crisi ucraina è solo l’ultima di una lunga lista di emergenze, in molti casi prolungate e aggravate negli ultimi anni, che richiedono un’immediata risposta umanitaria e politica su larga scala e un ulteriore sforzo per la risoluzione dei conflitti.

Foto Credits: Kancelaria PremieraAttribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0) attraverso Flickr