Iran Opinioni

Ecosostenibilità dell’architettura tradizionale nel deserto dell’Iran

Khosravi Alireza

L’architettura sostenibile, o environment friendly, consiste in un approccio che si concentra sul minimizzare gli effetti negativi per l’ambiente circostante e per gli esseri umani. Architetti e progettisti che aderiscono a questa concezione si pongono come obiettivo la salvaguardia di acqua, suolo e aria tramite l’utilizzo di materiali da costruzione edile non dannosi per l’ambiente.
I modelli e i materiali dell’architettura sostenibile tradizionale possono essere utilizzati nella moderna architettura abitativa?
Questo breve studio, basato sui parametri dell’approccio ecosostenibile, esamina gli elementi potenzialmente environment friendly dell’architettura tradizionale iraniana, in particolare nella zona desertica centrale dell’Iran.
Il deserto centrale iraniano, noto come Dasht-e Kavir, è considerato uno dei luoghi più aridi e caldi del mondo. Nonostante tali difficoltà, nel corso della storia alcune città di rilievo sono sorte e si sono sviluppate ai margini di quest’area desertica.
Ciò è stato possibile solo grazie a un attento utilizzo delle risorse naturali, nel cercare di attenuare e bilanciare gli effetti del clima. Alcuni dei problemi che le popolazioni locali hanno dovuto fronteggiare comprendono: scarsità di acqua, tempeste di sabbia, temperature estremamente alte in estate ed assai fredde in inverno, e un elevato scarto tra le temperature diurne e quelle notturne.

Salvaguardia delle risorse naturali
Uno degli obiettivi principali dell’architettura sostenibile è aumentare l’efficienza delle costruzioni e ridurre il consumo di energia con l’utilizzo ottimale delle capacità spaziali e strutturali. Nell’architettura tradizionale iraniana, l’efficienza energetica ha sempre avuto un ruolo importante. La progettazione della struttura complessiva dell’edificio, la distribuzione dei vari spazi e la scelta dei materiali di costruzione veniva effettuata con questo obiettivo. Nelle zone desertiche dell’Iran, un cortile principale ed un piccolo giardino vengono di solito collocati al centro dell’edificio e aumentano il livello di umidità degli spazi abitativi della costruzione. Dato che il cortile è posto a un livello inferiore rispetto agli ambienti circostanti, assorbe più facilmente l’acqua di superficie e facilita anche l’accesso alle acque presenti in strati più profondi. Inoltre, collocando le cantine nel sottosuolo, lo scambio termico esterno ed interno della struttura viene ridotto e si può controllare lo scarto di temperatura tra i locali.
Un ulteriore metodo per ridurre il consumo energetico è quello di diminuire la superficie direttamente esposta alla luce solare. Ciò è possibile creando densità. Si definisce densità il valore ottenuto dividendo la superficie totale del sito per quella delle strutture edificate. Nelle città del deserto iraniano è stato seguito questo criterio, aumentando la densità delle unità abitative, e molte di esse sono collegate alle altre su tutti e quattro i lati.
Un altro elemento utile per risparmiare energia nelle città del deserto è costituito dai vantaggi che l’ambiente può offrire per minimizzare il consumo di elettricità ed energia. I mezzi impiegati in questo senso comprendono torri del vento, Ab anbar (cisterne per acqua), mulini a vento e mulini ad acqua.
I materiali usati per le costruzioni di solito comprendevano argilla e mattoni ricavati dal procedimento di scavo, mescolati con paglia residuata dalle attività agricole. Questi materiali, provenienti dalle risorse naturali dell’ambiente, facilitavano il risparmio energetico ritardando il riscaldamento degli edifici durante il giorno e conservando il calore durante la notte.

Progettare in accordo con l’ambiente
Gli studi sull’architettura sostenibile mostrano che i modelli architetturali tradizionali delle città del Medio Oriente presentano un sostanziale adattamento alle caratteristiche ambientali dei loro territori.
Un’altra tradizione architetturale urbana dell’Iran è rappresentata dal riutilizzo e adattamento di edifici, anche a seguito di profondi cambiamenti socioculturali. Ad esempio, con l’introduzione dell’Islam in Iran, alcune modifiche vennero apportate agli edifici religiosi, ed essi vennero conservati e usati come moschee. Da questo punto di vista, quindi, l’architettura tradizionale iraniana comprende anche la conservazione, il riutilizzo e l’adattamento degli edifici.

Gli esseri umani al centro del progetto
Uno dei fattori più importanti, nel progettare strutture destinate a esseri umani, è porre attenzione al comfort climatico nelle varie aree. L’obiettivo principale della progettazione e dell’architettura urbana in un ambiente caldo e secco è concordemente individuato nella riduzione degli effetti del clima sulle persone, e per ottenerla si utilizzano l’ombra, il vento e l’acqua, oltre alla diminuzione dell’impatto dei raggi solari.
Lo studio delle città del deserto iraniano mostra che esse hanno sfruttato positivamente proprio questi elementi. Nelle unità abitative l’ombra veniva creata grazie al cortile centrale e agli alti muri che lo circondavano. Per quanto riguarda l’acqua, veniva costruita una Howz (piscina) nel cortile, al fine di raffreddare in modo naturale l’aria e aumentarne il tasso di umidità.
Un’altra caratteristica dell’architettura tradizionale delle aree desertiche è l’attenzione per le esigenze e gli aspetti culturali, e quindi la progettazione delle unità abitative avveniva in modo tale che il tessuto urbano corrispondesse alle necessità dei suoi abitanti. In Iran, le unità abitative tradizionali erano incorporate nel quartiere e nella città di cui questo faceva parte. Le abitazioni erano suddivise in zone interne ed esterne e le relative attività istituzionali, sociali ed economiche che vi facevano capo erano predefinite. Ad esempio, l’area esterna della casa era dedicata al capofamiglia per le sue attività ed era anche la zona di ricevimento degli ospiti, mentre le parti interne contenevano le stanze private, con il soggiorno, il cortile, le camere da letto e la cucina. Tutti questi spazi erano collegati tra loro da ambienti di passaggio. Questi erano piccoli spazi coperti che collegavano la porta d’ingresso allo spazio interno. Davanti alla porta d’ingresso venivano costruite di solito due pensiline che potevano essere usate dagli abitanti della casa e dai passanti, per ripararsi dal sole o dalla pioggia.

Materiali da costruzione
I materiali più comunemente usati in queste regioni calde e secche comprendevano il fango, l’argilla, i mattoni e il Sarooj (malta impermeabile tradizionale), che presentano alti livelli di resistenza al calore. Essi assorbono il calore solare sulla superficie esterna, ma gli impediscono di penetrare all’interno. Si tratta di materiali di origine naturale, che possono facilmente essere riciclati nell’ambiente circostante senza danneggiarlo o inquinarlo.

Una casa per tutte le stagioni
Seguendo i dettami dell’architettura locale, le case venivano progettate tenendo conto delle differenti stagioni. La parte della casa situata a sud beneficiava maggiormente di ombra e veniva quindi utilizzata in estate. Anche le cantine venivano costruite in quell’area, e quando la temperatura era particolarmente elevata gli abitanti vi scendevano per sfuggire al caldo.
La parte della casa situata a nord veniva utilizzata in inverno, poiché era esposta al sole e ne assorbiva il calore. Con questo sistema, la gente adattava il proprio modo di vivere al clima. In queste case gli abitanti si conformavano alle stagioni, fornendo l’apporto energetico necessario a seconda del periodo, ed erano in grado di controllare e gestire il consumo energetico degli edifici.

Iwan
E’ un atrio o spazio rettangolare, di solito con soffitto a volta, con muri su tre lati e un lato aperto. L’Iwan collega le zone esterne a quelle interne ed è situato di fronte al cortile centrale e al giardino. Solitamente si trova nell’area estiva, fronteggia il nord e nel pomeriggio non viene raggiunto dai raggi solari. Quindi la temperatura nell’Iwan è generalmente inferiore che nelle altre zone o nel cortile centrale e questo produce così un movimento d’aria che rende l’area più gradevole. Creando ombra, l’Iwan evita che il calore e la luce solare diretta entrino nell’edificio, e in tal modo si riduce il consumo energetico e al tempo stesso si migliora la climatizzazione interna.

Cortili seminterrati
Nelle zone tropicali, l’utilizzo di cortili seminterrati è molto antico. Al di là del loro ruolo culturale e di esigenze legate alla sicurezza, essi creano un’atmosfera fresca e ricca di microumidità all’interno dell’edificio e riducono quindi la quantità di energia necessaria alla climatizzazione. Invece di aprire le finestre e le porte che danno verso l’esterno, si aprono quelle che danno sul cortile seminterrato, evitando in tal modo il contatto dell’area interna della casa con l’esterno.
Durante il giorno, il cortile crea un ambiente meno caldo e durante la notte la frescura si ferma al suo interno, dato che il cortile si trova più in basso del resto della costruzione e l’aria fredda è più pesante di quella calda. La vegetazione presente nel cortile seminterrato umidifica l’aria e raffredda ancora di più le correnti d’aria che giungono al resto della casa.

Finestre e tende

Finestre e tende devono ovviamente impedire all’aria esterna di entrare. Le finestre sono collocate a grande altezza o sotto il soffitto, e si aprono sul clima gradevole del cortile centrale. Aeratori a pale sottili venivano collocati in orizzontale alla sommità di porte e finestre, o verticalmente tra le finestre.

In questi climi torridi e secchi, anziché grandi vetrate, le finestre avevano vetri piccoli e colorati, per controllare l’illuminazione interna. Utilizzando finestre e tende era quindi possibile ridurre il bisogno dell’energia necessaria a mantenere l’equilibrio termico degli ambienti.

Muri
I muri hanno un’importante funzione di climatizzazione. Di solito in queste zone il loro spessore può raggiungere il metro, e grazie alla loro particolare struttura essi realizzano un isolamento termico dell’edificio.
Durante la notte, i muri scambiano il loro calore con l’ambiente, mentre durante il giorno assorbono l’energia termica disponibile, mantenendo così i locali interni
a un livello di temperatura più basso.

Torri del vento
La ventilazione naturale ha sempre avuto un ruolo importante nella struttura degli edifici tradizionali. Nelle zone desertiche, essa era fornita dalla torre del vento, che opera assorbendo il flusso d’aria dalle sue aperture e portandolo poi nei locali interni dell’edificio, attraverso condotti d’uscita posti nella parte inferiore.
La torre del vento funziona grazie al vento o alla luce solare. Essa assorbe l’aria calda con valvole poste in alto sotto il soffitto e distribuisce aria frresca tramite porte e finestre. Poiché utilizza energie naturali, non richiede l’uso di fonti di energia artificiali e riduce la necessità di un loro impiego.

Howz-khane

Negli edifici tradizionali si può trovare un locale chiamato Howz-khane, sul quale si apre una delle porte della torre del vento, e in esso è situata una vasca piena d’acqua. La corrente d’aria della torre del vento la raggiunge, e facendo evaporare l’acqua raffredda l’ambiente. Questo locale è posto nella parte estiva dell’edificio, ed è considerato uno strumento altamente sostenibile, poiché non provoca inquinamento e utilizza unicamente l’energia rinnovabile costituita dal vento.

Conclusioni:
Quanto illustrato dimostra che le strutture storiche tradizionali delle città del deserto dell’Iran hanno seguito principi di sostenibilità e di rispetto per l’ambiente. L’ecosostenibilità ecologica delle città del deserto è il risultato di un lungo processo protrattosi nel tempo e basato su ripetuti esperimenti, e lo studio delle sue caratteristiche può essere utile per la progettazione e la costruzione di strutture sostenibili anche ai giorni nostri.
L’architettura tradizionale dell’Iran costituisce uno dei migliori esempi di ottimizzazione del consumo di energia. E da un punto di vista ambientale, i quattro elementi della natura – terra, acqua, aria e sole – hanno un ruolo importante nella civiltà e nell’architettura iraniana.
L’architettura sostenibile richiede tuttavia una contestualizzazione rispetto all’ambiente locale. Anche se corrispondenti ad alcune esigenze del nostro tempo, i metodi dell’architettura tradizionale non possono essere impiegati da soli, ma alcune loro caratteristiche possono comunque essere valide anche per l’architettura sostenibile contemporanea: l’attenzione alla salvaguardia delle risorse, l’inserimento nel ciclo naturale dell’ambiente e il concetto che gli esseri umani devono essere posti al centro del progetto.

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